sconfiggiamo il cancro 2° PDF Stampa E-mail
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Lunedì 17 Maggio 2010 11:18

 

Hoffer's Home Page –Trattamento Ortomolecolare del Cancro

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Introduzione


Tra il 1978 e marzo 1999 ho avuto circa 1040 pazienti affetti da cancro che venivano

da me per un consulto nutrizionale e psichiatrico. Questa non è più una combinazione

sorprendente come era allorché cominciai a praticare la psichiatria nel 1952.

Partecipai alla mia prima riunione annuale della Associazione Americana di

Psichiatria a Los Angeles nel 1952. Non incontrai lì alcun altro psichiatra con un

dottorato in biochimica. Da allora sono diventati attivi in questo campo parecchi

scienziati con la doppia laurea, ma di costoro molto pochi perseguono attivamente

questa particolare combinazione. La teoria e la prassi Ortomolecolare mettono

assieme le due specialità. Io ho conservato il mio interesse negli aspetti clinici e

biochimici della nutrizione combinando ciò con la mia preparazione in medicina e più

tardi in psichiatria. La guarigione del mio primo paziente nel 1960 da un cancro

bronchiogenico del polmone derivò dalla fusione di queste due discipline.

Intorno al 1960 il mio gruppo di ricerca nel Saskatchewan aveva scoperto la prima

sostanza che era chiaramente collegata alla schizofrenia. Non conoscendo la sua

struttura lo chiamammo il fattore malva finché fu più tardi identificato come

criptopirrolo. Controllammo migliaia di pazienti e trovammo che oltre il 75% di tutti i

pazienti schizofrenici espellevano questa sostanza nelle loro urine. Era anche presente

in circa il 25% di altri gruppi psichiatrici, in circa il 10% di pazienti fisicamente

malati e severamente stressati ed in circa il 5% di gente normale, ma costoro erano per

lo più parenti di primo grado di pazienti schizofrenici. Il fattore scompariva con la

guarigione dei pazienti indipendentemente dal tipo di trattamento. Era di particolare

interesse il fatto che su otto pazienti con il cancro al polmone questo fattore fosse

presente in 5.


Nel 1960 un professore in pensione, psicotico, fu ammesso nel nostro dipartimento

psichiatrico nell’Ospedale Universitario a Saskatoon. Aveva un carcinoma

bronchiogenico del polmone e quando divenne psicotico si concluse che aveva delle

metastasi al cervello. Fu trattato con le cure terminali, in attesa di morire in circa un

mese. Precedentemente era stato dimesso ed affidato alle cure della moglie e di una

infermiera, ma dopo alcune settimane dovette essere riammesso perché non potevano

far fronte al suo comportamento. Non appena scoprii che era nel nostro padiglione,

raccogliemmo la sua urina e la analizzammo per il fattore. Egli ne espelleva quantità

copiose che potevamo usare per identificare la sostanza. Consigliai quind i il suo

medico interno ad iniziare una terapia con 1 grammo di niacina dopo ogni pasto ed 1

grammo di acido ascorbico dopo ogni pasto. Allora sapevo che questa combinazione

di vitamine usate in megadosi era utile nel trattamento di ogni paziente con questo

fattore nell’urina indipendentemente dalla diagnosi. Fortunatamente per questo

paziente il medico accettò il mio consiglio (il paziente non era sotto la mia cura, ma io

ero il Direttore della Ricerca Psichiatrica dell’Ospedale). Cominciò le due vitamine il

venerdì pomeriggio e diventò mentalmente normale entro il lunedì seguente.

Conoscevo questo paziente prima che si ammalasse perché avevo curato la moglie.

Dopo la sua guarigione gli consigliai di continuare a prendere le due vitamine. Nel

1960 la nostra unità di ricerca era l’unica in Canada, e forse nel mondo, dove erano

disponibili compresse da 500 mg di queste vitamine. Erano fatte apposta per noi. Se si

fossero usate compresse più piccole per tali grandi dosi avrebbero infastidito i nostri

pazienti perché contenevano molto eccipiente. Gli dissi che se ne avesse voluto

prendere una fornitura ogni mese gliela avrei fornita gratis. Questo significava che

avrei dovuto vederlo ogni mese e ciò mi dava l’opportunità di valutare il suo stato

psichiatrico. Non mi aspettavo che guarisse dal cancro. Sapeva della sua terribile

prognosi ed io non la contestai. Con mia sorpresa continuò a ritornare. Circa 12 mesi

dopo pranzai con il Direttore della Clinica del Cancro che seguiva il suo caso. Mi

disse che il tumore era sempre più invisibile ai raggi X fatti ogni 3 mesi e che ora non

c’era più. Visse per circa 30 mesi dopo essere stato diagnosticato come malato

terminale. Avevo sperato che dopo la sua morte fosse stata fatta l’autopsia

all’Ospedale dell’Università. Sfortunatamente morì in un altro ospedale e ne venni a

conscenza molti giorni dopo. Non morì di cancro.

Due anni dopo una donna che avevo curato per depressione molti anni prima mi

consultò di nuovo. Questa volta era depressa perché sua figlia di 16 anni aveva un

tumore di Ewings (un sarcoma molto maligno) in un braccio ed era stata messa in lista

di chirurgia per l’amputazione del braccio. Era il trattamento standard. Le raccontai

del paziente precedente e della sua guarigione e suggerii che, benché non ci fosse

alcuna prova che poteva essere di aiuto, non poteva fare male e poteva magari

migliorare le cose. La figlia acconsentì a prendere 1 grammo di niacinamide ed 1

grammo di acido ascorbico dopo ogni pasto. Il suo chirurgo fu d’accordo nel ritardare

l’operazione di un mese. Guarì e l’ultima volta che seppi di lei dalla sua famiglia era

sposata e conduceva una normale vita produttiva, con entrambe le braccia. Conclusi

che la vitamina B-3 era il componente più importante e che la vitamina C era di aiuto.

Nel Saskatchewan, sotto la mia direzione, facemmo i primi test in Psichiatria con

controllo a doppio cieco, completandone 6 entro il 1960. Pertanto ero consapevole

della potente influenza del placebo. Comunque allorché due pazienti terminali

guarirono con le vitamine divenne potentemente chiaro che c’era al lavoro qualcosa di

più che il placebo.

Non ebbi altri malati di cancro fino al 1977 dopo avere iniziato la mia attività nello

stato Victoria, BC. Nella British Columbia gli specialisti non accettano pazienti che

non siano stati inviati dal loro medico generico. Come psichiatra vedevo pazienti

inviati per problemi psichiatrici, ma nella maggior parte dei casi i medici referenti non

indicavano il perché dell’invio allo specialista ed io ero solito scoprirne la ragione

quando finalmente vedevo il paziente.

A.S. una donna anziana venne da me e quando domandai il perché mi rispose che

aveva un cancro alla testa del pancreas. Era divenuta gialla per l’ittero. Il suo chirurgo

aveva scoperto che aveva un grosso tumore alla testa del pancreas che occludeva il

dotto biliare. Ricucì prontamente, creò un by-pass e quando lei si riprese

dall’anestesia la avvertì che le rimanevano da 3 a 6 mesi di vita. Ella lavorava in una

libreria. Aveva letto il libro “Anatomia di una malattia” di Norman Cousins e pensava

che se lui aveva potuto prendere in sicurezza tanta vitamina C avrebbe potuto anche

lei e cominciò a prenderne 10 grammi al giorno. La volta successiva in cui consultò il

suo medico gli disse quello che stava facendo. Egli me la mandò poiché sapeva del

mio interesse per le megadosi di vitamine. Rividi il suo programma ed aumentai la

vitamina C a 40 grammi al giorno, cercando di raggiungere il livello sub- lassativo.

Ero solito da molti anni usare multi- nutrienti con i miei pazienti schizofrenici e poiché

non avevo idea di quale, se ce n’era una, di queste vitamine potesse aiutare ritenevo

che lei avrebbe avuto maggiori possibilità se avesse preso più di un nutriente.

Aggiunsi quindi vitamina B-3, selenio e zinco-solfato. Sei mesi dopo mi chiamò a

casa in grande eccitazione. Aveva appena fatto una TAC. Non era visibile alcun

tumore. La TAC fu ripetuta dal radiologo incredulo. Il suo dotto biliare originale si

era riaperto ed adesso ne aveva due. Rimase viva ed in buona salute fino alla morte, il

19 febbraio del 1999, circa 22 dopo che le fu pronosticata la morte.

Raramente i pazienti danno un grande contributo alla medicina per un loro interesse in

una malattia e per la loro volontà di provare approcci innovativi. La guarigione di

A.S. cambiò la mia carriera professionale e credo che darà un grande contributo al

trattamento complementare di tutti i malati di cancro. L’anno scorso in una riunione

pubblica la ringrazia pubblicamente quando discussi il suo caso di fronte ai “Vincitori

del Cancro”. Ella aggiunse che anche io avevo cambiato la sua vita. Ella ha cambiato

anche la vita di centinaia di pazienti ammalati di cancro che sono diventati vincitori e

non vittime.

Nel raccontare della sua guarigione agli amici, ai parenti ed ai clienti ella cambiò la

natura della mia pratica medica. Quel primo anno mi furono inviati altri cinque

pazienti. Il secondo caso era di un uomo con un sarcoma alla prostata che stava

invadendo l’osso pelvico. Era stato avvertito che non era disponib ile alcuna cura. Il

suo dottore me lo inviò e cominciai con lui un programma simile. Ma egli era in grado

di prendere circa 10 grammi di vitamina C al giorno. Domandai al suo medico se

poteva iniettargli 10 grammi di vitamina C due volte a settimana. Dopo sei mesi il

dottore voleva sapere quanto a lungo avrebbe avuto bisogno di ricevere la vitamina C.

Mi disse che il tumore era scomparso. Smise di fargli le iniezioni. Visse altri 9 anni e

morì ad 80 anni, ma non di cancro.

Altri pazienti mi erano inviati ogni anno. Dapprima per la maggior parte erano

pazienti che venivano spontaneamente e spesso ci voleva una notevole forza

persuasiva perché il paziente ottenesse la necessaria richiesta specialistica. Dopo aver

valutato il loro stato fisico e mentale ero solito parlare loro del regime terapeutico.

Spiegavo il programma in dettaglio descrivendo ciascun nutriente e perché pensavo

che potesse essere utile. Aggiungevo che non c’era garanzia che le vitamine potevano

essere d’aiuto, ma infondevo speranza descrivendo i casi che avevano avuto una

risposta spettacolare. Aggiungevo che il programma vitamine-minerali avrebbe ridotto

la tossicità del trattamento xenobiotico ed avrebbe aumentato l’efficacia del

programma xenobiotico. Se avessero avuto bisogno della chirur gia si sarebbero ripresi

più velocemnte. Se avessero avuto bisogno della chemioterapia il programma

l’avrebbe resa più tollerabile e meno dolorosa e se avessero avuto bisogno delle

radiazioni il programma avrebbe attenuato l’intensità degli effetti collaterali ed

aumentato l’efficacia delle radiazioni. Questi commenti erano basati sulla letteratura

che si stava sviluppando rapidamente. Il programma era progettato per assistere il

corpo nel controllare il cancro e non era un assalto diretto al tumore. L’assalto al

tumore era portato avanti dagli altri medici, incluso il medico di famiglia, i chirurghi,

il radiologo e gli oncologi. La diagnosi di cancro ed il trattamento xenobiotico

applicato era lasciato interamente al paziente ed agli altri dottori. Io non consigliavo

loro di fare o non fare altri trattamenti. Molto pochi non facevano terapie

xenobiotiche. Dopo avere descritto il programma ero solito proporre di vederli

un’altra volta a meno che non fossero molto depressi ed ansiosi, nel quale caso ero

solito vederli più spesso. Alcuni pazienti erano sotto la mia cura prima che avessero il

cancro e continuai a vederli. Quindi inviavo un rapporto a ciascun medico che aveva

fatto la richiesta. Dopo il secondo incontro erano rinviati alle cure dei loro medici.

Non avevo pianificato di seguire i casi, ma dopo vari anni quando avevo trattato circa

50 pazienti mi resi conto che i pazienti che avevano seguito il regime costantemente

per almeno due mesi vivevano molto più a lungo dei pazienti che non avevano

iniziato il programm o non lo avevano seguito per almeno due mesi.

Circa in quel tempo andai ad un Festshrift per il dott. Arthur Sackler a Wood Hole,

Mass. Ci eravamo incontrati nel 1951 quando stavo iniziando il mio programma di

ricerca. Egli e suo fratello esercitavano in mid-Manhatten. Erano probabilmente I

primi psichiatri ortomolecolari degli Stati Uniti. Trattavano i pazienti schizofrenici

iniettando loro l’istamina. Una volta tornato a casa ripetei i loro studi e trovai che le

loro osservazioni erano corrette. Di dodici pazienti sui quali provai la loro terapia otto

divennero normali. Il trattamento era difficile in quanto si doveva dare loro quantità

crescenti di istamina sotto-cutanea finché la loro pressione diastolica arrivava a 0. Era

impressionante vedere come si sentivano bene con una tale bassa pressione sanguigna.

I trattamenti erano giornalieri nei giorni della settimana finché la serie era completa.

Non continuai queste serie perché allora stavo usando megadosi di vitamina B-3 che

era più facile da somministrare e parimenti efficace. La “vampata” dovuta all’istamina

era identica alla “vampata” da niacina. A quella riunione il dott. Linus Pauling fece

una vigorosa ed accurata critica del tentativo della Mayo Clinic di ripetere gli studi da

lui fatti col dott. Ewan Cameron in Scozia. Il gruppo della Mayo affermava che aveva

esattamente ripetuto quegli studi ma era chiaro, leggendo il loro lavoro, che non era

così. Il dott. Pauling non aveva fatto obiezioni sui loro risultati negativi. Egli faceva

obiezioni sulla loro affermazione che le loro conclusioni, risultato di un differente

metodo di amministrare la vitamina C, erano usate per condannare i risultati suoi e di

Cameron. In altre parole nessuno scienziato può affermare di confermare o negare un

qualsiasi studio a meno che abbia ripetuto il lavoro originale come descritto dagli

autori originali.

La mattina seguente, dopo la colazione, visitai Linus Pauling che risiedeva nella

camera vicina alla mia. Allorché entrai era occupato con un calcolatore portatile. Mi

disse che stava lavorando sugli orbitali degli elettroni e mi disse che non li capiva

fintantoché non si faceva i conti da solo. Io gli dissi che sulla base dei miei 50 pazienti

ero arrivato alla conclusione che lui e Cameron avevano ragione, che la vitamina C in

grandi dosi migliorava proprio enormemente la riuscita del trattamento del cancro.

Linus mi domandò se intendevo pubblicare i dati. Replicai che non intendevo farlo.

Aggiunsi che secondo me non valeva la pena di provare a farlo perché sarebbe stato

impossibile entrare in un qualsiasi giornale medico, che non avrebbero accettato

nessun articolo che avesse trattato favorevolmente la terapia con megadosi di

vitamina. Il New England Journal of Medicine, che aveva pubblicato l’attacco da

parte della Mayo Clinic a Pauling, aveva rifiutato di pubblicare la sua replica. Linus

mi sollecitò a fare uno studio completo di follow up di ogni paziente che avevo

trattato. Ne fui lusingato ed accettai di farlo. Mi disse che avrebbe visto come fare per

pubblicare il materiale. Quando tuttavia tornai a casa decisi di non fare il follow up.

Avrebbe significato un enorme carico di lavoro. Pensavo che il dott. Pauling fosse

stato gentile con me. Due anni dopo ricevetti una lettera da Linus in cui diceva

schiettamente “Abram dove sta lo studio?”.Decisi che era stato serio in proposito. Da

allora avevo avuto 134 pazienti. Mi scusai e promisi di iniziare immediatamente il

follow up. Rintracciai ogni paziente e determinai se fossero ancora in vita, dove

fossero, e cosa era successo delle loro vite. Contattai i pazienti, le loro famiglie, i loro

dottori, le cliniche del cancro dove quasi tutti loro erano stati visitati e trattati. La

Clinica del Cancro in Victoria fece un buon lavoro di ricerca, diagnosi e trattamento

usando solo le terapie xenobiotiche.

Il dott. Pauling sviluppò un metodo elegante per determibnare la probabile riuscita del

trattamento usando coorti di pazienti che erano o non erano stati trattati. Dopo avere

completato il follow up inviai le storie dei casi, con la identificazione di ogni paziente

eliminato, e lo studio di follow up. Decidemmo di usare come unica variabile la

durata della vita. Questa partiva da quando mi avevano visto la prima volta e finiva

con la data della loro morte. C’è una crescente evidenza che questa dura misura di

successo è molto più utile che provare a decidere se il tumore è o non è leggermente

più piccolo. Quattro pazienti erano vissuti a lungo con tumori a lenta crescita. Fummo

d’accordo a pubblicare come co-autori. Suggerii che il primo articolo fosse firmato da

Pauling e Hoffer. Ciò a causa del fatto che era sua l’idea originale di usare megadosi

di vitamina C ed il lavoro fatto da me era di provare le sue conclusioni. Egli era molto

fermo sul fatto che non si doveva fare così e insistette che doveva comparire come

Hoffer e Pauling. Penso che egli riteneva che, essendo il clinico che aveva fatto il

lavoro di clinica, sarei dovuto essere l’autore di rilievo. Egli non era dottore in

medicina. Linus Pauling, secondo me, era il più brillante scienziato umanista mai

vissuto. Nel corso della sua vita oltre ai suoi due premi Nobel ebbe circa 40 fra lauree

ad Honorem, dottorati e lauree in scienze. Mi dispiace che non gli sia mai stata data

una laurea in Medicina Honoris Causa. Il suo contributo alla salute dell’umanità è

stato superiore a quella di molti medici. Scrivemmo l’articolo usando il suo metodo di

analisi dei dati ed il mio materiale clinico. Tuttavia i Proceedings della National

Academy of Sciences rifiutò l’articolo. Una delle critiche al nostro articolo risultò da

alcune voci, che avevano raggiunto il critico, per cui io avevo sollecitato i pazienti

perché si facessero visitare da me implicando che io avrei selezionato solo i pazienti

con la prognosi migliore. Al contrario io non avevo nulla a che fare con la selezione

ed avevo incluso ogni paziente che era stato inviato dal medico generico. Alla fine

pubblicammo nel Journal of Orthomolecular Medicine. Io ne sono l’editore e non

avrei potuto rifiutare di accettare il nostro lavoro. Quel lavoro originale fu ristampato

nel libro di Ewan Cameron e Linus Pauling “Cancro e Vitamina C”. Aggiornato ed

ampliato. Camino Books Inc. P.O. Box 59026, Philadelphia, PA 19102, 1992.

L’appendice IX è appunto questo rapporto.

Cominciammo a scrivere un libro. La mia casistica cresceva molto velocemente e

pubblicai un secondo articolo col dott. Pauling e molti altri in seguito da solo.

Finimmo la maggior parte del libro con l’eccezione del molto dettagliato materiale

clinico ma non riuscimmo a trovare un editore negli Stati Uniti disposto a

pubblicarlo. L’argomento era ancora troppo controverso. Trovai un editore canadese,

Quarry Press, Kingston, ONT. Alcuni mesi fa gli ho inviato il manoscritto completo.

Esso contiene tutto il materiale originale scritto dal dott. Pauling che trattava ciascun

tipo di cancro ed una presentazione dei miei dati basati su circa 800 pazienti.

Concludemmo, nel nostro manoscritto, che il trattamento ottimale del cancro oggi è

una combinazione di terapia xenobiotica e di terapia ortomolecolare e che il

trattamento deve iniziare il più presto possibile. Il libro sarà pronto nel giro di un

anno. Di seguito le refernze più recenti.

Hoffer A & Pauling L: Hardin Jones analisi biostatistica di dati di mortalità per coorti

di pazienti di cancro con una larga frazione sopravvissuta al termine dello studio ed

una comparazione dei dati di sopravvivenza di pazienti di cancro che assumono

regolarmente per bocca larghe dosi di vitamina C ed altri nutrienti rispetto a pazienti

in condizioni simili che non assumono quelle dosi.. J Orthomolecular Medicine 5:143-

154, 1990. Reprinted in, Cancer and Vitamin C, Updated and Expanded E Cameron

and L Pauling, Camino Books, Inc. P.O. Box 59026, Phil. PA, 19102, 1993.

Hoffer A & Pauling L: Hardin Jones analisi biostatistica di dati di mortalità per un

secondo insieme di coorti di pazienti di cancro con una larga frazione sopravvissuta al

termine dello studio ed una comparazione dei dati di sopravvivenza di pazienti di

cancro che assumono regolarmente per bocca larghe dosi di vitamina C ed altri

nutrienti rispetto a pazienti in condizioni simili che non assumono quelle dosi. J of

Orthomolecular Medicine, 8:1547-167, 1993.

Hoffer A: Orthomolecular Oncology. In, Adjuvant Nutrition in Cancer Treatment, Ed.

P Quillin & RM Williams. 1992 Symposium Proceedings, Sponsored by Cancer

Treatment Research Foundation and American College of Nutrition. Cancer

Treatment Research Foundation, 3455 Salt Creek Lane, Suite 200, Arlington Heights,

IL 60005-1090, 331-362, 1994.

Hoffer,A. Orthomolecular Treatment of Cancer. In Nutrients in Cancer Prevention

and Treatment. Ed. Prasad,KN, Santamaria,L & Williams RM. Pages 373-391, 1995,

Humana Press, Totowa, New Jersey.

Guarigione di un paziente affetto da Linfoma. Townsend Letter for Doctors and

Patients. #160 , 50-51, 1996

Un nuovo libro appena uscito di Burton Goldberg, edito da W.John Diamond, W.Lee

Cowden con Burton Goldberg, “Alternative Medicine Definitive Guide to Cancer”.

Future Medicine Publishing, Inc. Tiburon, California.1997. In questo prezioso libro

37 medici, me incluso, descrivono i metodi alternativi da essi usati con le descrizioni

cliniche di alcuni dei risultati ottenuti. Io preferisco il termine complementare ad

alternativo e mi aspetto che presto tutta la medicina diverrà complementare e che I

medici che usano solo metodi xenobiotici diventeranno l’eccezione.

Rivista dei rapporti precedenti e sommario presente

L’uso di larghe dosi di nutrienti per il trattamento del cancro non è ancora entrato nel

filone principale della medicina, nelle Università, nei giornali medici o nelle corsie,

sale e corridoi degli ospedali. Ma sta iniziando ad avvenire, soprattutto per merito

della persistenza e dedizione del prof. Linus Pauling. Ha avuto bisogno di tribune in

cui esporre i suoi punti di vista e gli sono state fornite da medici ed altre persone

interessate. La Fondazione Canadese per la Schizofrenia fu onorata di ospitare Linus

Pauling in tre distinte occasioni, a Toronto ed a Vancouver. Più o meno nello stesso

tempo l’Istutito Nazionale per il Cancro (National Cancer Institute) tenne una riunione

nel settembre del 1990. Non si trattava di una riunione sulla clinica. Nessuno presentò

dati clinici che mostrassero cosa potrebbero fare i nutrienti. All’incontro il dott. Linus

Pauling e due associati mostrarono le loro scoperte. Il dott. Pauling commentò a

quella riunione “E’ molto interessante essere qui perché per qualcosa come dieci anni

o giù di lì avete rifiutato ogni mia richiesta per borse di studio di ricerca sulla

vitamina C”. I Proceedings, Accademia Nazionale delle Scienze (National Academy

of Sciences, USA), si sono rifiutati di pubblicare ogni articolo clinico con autore

Linus Pauling. Il primo articolo, di Hoffer e Pauling fu rifiutato.

Il 10-12 maggio (1991) Jay Patrick, Presidente della Alacer Corporation, ospitò una

riunione- il Secondo Congresso Mondiale sulla vitamina C ed il sistema immunitario-,

a San Diego, Bahia Resort Hotel. Egli aveva ospitato il Primo Congresso Mondiale

sulla vitamina C nel 1978 a Palm Springs. Quello fu indirizzato dal dott. Szent

Gyorgyi che vinse il premio Nobel per il suo lavoro sulla vitamina C e la sua

mediazione sul metabolismo, dal dott. Linus Pauling e dal dott. Fred Klenner, il primo

medico che usò megadosi di vitamina C. Il Secondo Congresso Mondiale radunò un

ragguardevole gruppo di ricercatori e clinici delle vitamine incluso il dott. E.

Cheraskin, il dott. C.A.B. Clemetson, il dott. E. Ginter, il dott. Priestly ed altri. I loro

lavori furono pubblicati sul Giornale di Medicina Ortomolecolare (Journal of

Orthomolecular Medicine), Volume 6, 1991. Anche io presentai un rapporto sulle

procedure cliniche che seguivo allora nel trattamento con la vitamina C dei pazienti di

cancro in fase terminale. Il dott. Linus Pauiling prsentò una eccellente descrizione

della sua ricerca sulla vitamina C ed il cancro ma la sua presentazione non fu

pubblicata. Il dott. Pauling era un oratore eccellente, molto onesto e molto schietto. La

citazione che segue tratta dal suo articolo trasmetterà un po’ del sapore delle sue

presentazioni. “Quando Irwing Stone mi scrisse nel 1965, dopo avermi sentito in una

conferenza in cui dicevo che mi sarebbe piaciuto vivere altri 25 anni per avere il

piacere di leggere delle nuove scoperte sulla natura del mondo che senza dubbio

sarebbero state fatte dagli scienziati durante i 25 anni, mi disse che se avessi preso 3

grammi al giorno di Vitamina C, sarei forse vissuto non solo per 25 anni ma perfino

50 anni. Questo avvenne quando aumentai la mia assunzione di ascorbato 50 volte

fino ai 3000 milligrammi al giorno, quindi più tardi 100 volte, 6000, quindi 200 volte,

quindi 300 volte ed ancora non sono sicuro su quale sia l’assunzione ottima. C’è una

ragione pratica per cui mi fermai a 300 volte, a 18 grammi. Bene, penso che sia

abbastanza importante. Ho letto di una dichiarazione di medici che dovrebbero dire ai

loro pazienti di non preoccuparsi dell’essere costipati. Io penso che dovrebbero essere

preoccupati di essere costipati, è piuttosto dannoso trasportare materiali tossici di

scarto in giro per un periodo lungo di tempo e senza necessità. Così fu Irwing Stone

che attirò il mio interesse sulla Vitamina C e fu quella canaglia di Victor Herbert il

responsabile del fatto che ho cominciato a scrivere libri sulle vitamine. Pertanto l’altro

giorno ho avuto un libro publicato dalla National Academy of Sciences sul controllo

delle malattie. Non dice praticamente niente riguardo alle vitamine ed alla loro utilità

ma dice qualche cosa riguardo i comuni raffreddori. Una dichiarazione per cui sono

stati effettuati 16 test controllati e ciascuno ha mostrato che la Vitamina C non ha

valore nel controllo del raffreddore comune, nella prevenzione o controllo del

raffreddore comune. Non hanno dato retta, ma sono sicuro che si tratta dei 16 test

controllati che io discuto nei miei libri, dove fornisco l’ammontare della riduzione in

malattia. Ognuno di questi mostra che la Vitamina C ha valore e non che non ha

valore. Ciò forse è un travisamento minore. Un paio di anni fa ricevetti due o tre

lettere di persone che mi avevano inviato ritagli da una rivista. Una di queste diceva

che aveva smesso di prendere la Vitamina C a causa delle affermazioni della rivista.

Era una citazione di un professore di Medicina della Scuola di Medicina della

Università di Yale.La rivista aveva menzionato che, durante un discorso alla Scuola

di Medicina della Università di Yale, tre o quattro settimane fa, aveva affermato che

non si dovrebbe prendere nemmeno fino ad 1 grammo di Vitamina C al giorno perché

danneggerebbe il fegato. Così gli scrissi e gli dissi chre avevo letto la letteratura sulla

Vitamina C al massimo che potevo, che ci sono un paio di migliaia di nuovi articoli

pubblicati ogni anno sulla Vitamina C, ma che ho perso qualche cosa. Sarebbe così

gentile di inviarmi il riferimento al lavoro fatto riguardo al danno recato al fegato?

Bene, era un gentiluomo, cosa che vi aspettereste per la Yale Medical School, e

spesso quando scrivo lettere simili non ottengo risposta dagli interlocutori. Egli mi

rispose dicendo che “oh, è stato un errore”. Così finì la cosa. Finora, per quel che ne

so, non ha scritto alla rivista per dire che era un errore, ma me lo disse proprio. Ci

sono molti errori di questo genere riguardo le vitamine che forse talvolta travisano i

fatti intenzionalmente. Per alcuni forse c’è una ragione economica o finanziaria per

cui c’è tanta opposizione nello establishment medico contro il miglioramento della

vostra salute con l’assunzione di vitamine.”

Il primo simposio che incluse scienziati medici e sperimentali fu uno dei primi con

questo mix di dati clinici e pre-clinici. Non ci fu una grande presenza ma la qualità

sopperì alla quantità. Lì incontrai il dott. Patrick Quillin, Vice presidente della

Nutrizione, Centri Americani di Trattamento del Cancro. Stava pensando di

organizzare una conferenza per considerare il collegamento tra nutrizione e cancro.

Pensavo che fosse una idea eccellente e lo incoraggiai ad agire. Il primo simposio fu

tenuto a Tulsa, Oklahoma, 6-8 novembre 1992. Il titolo della conferenza era “Aiuto

della Nutrizione nel Trattamento del Cancro”. Oltre 300 medici ed altre persone

furono presenti. Parteciparono sette Università e più di 6 istituti per il cancro.

L’ultima mezza giornata del simposio fu occupata dagli studi clinici, incluso il mio

rapporto ed un rapporto del prof. Rudy Falk, della Scuola Medica dell’Università di

Toronto. Fu questa la prima riunione dove sia i medici dell’accademia sia i medici

ortomolecolari si incontravano in uno scambio di informazioni amichevole ed

interessante. La conferenza era co-sponsorizzata dalla Fondazione per la Ricerca del

Trattamento del Cancro e dal Collegio Americano della Nutrizione e pubblicato come

proceedings.

Nella mia presentazione alla conferenza di Tulsa descrissi come fui coinvolto nel

trattamento dei pazienti malati di cancro. I miei dati preliminari mostravano che

l’aggiunta di Vitamina C in mega dosi migliorava sostanzialmente la riuscita del

trattamento. Descrissi queste scoperte a Linus Pauling. Egli mi sollecitò a fare un

accurato follow up di ogni paziente che visitavo e si offrì di analizzare i dati del

follow up usando il metodo che aveva sviluppato. Nei nostri due studi recenti, Hoffer

e Pauling concludevano che l’aggiunta di Vitamina C migliorava la riuscita del

trattamento del cancro significativamente e sostanzialmente. Nel primo studio 134

pazienti visti tra agosto 1977 e marzo 1988 furono sguiti fino a fine dicembre del

1989. Concludemmo che il trattamento ortomolecolare usato con i cancri femminili

aveva migliorato l’attesa di vita di circa 20 volte comparato ai nostri controlli non

casuali e 12 volte per gli altri cancri. Nel nostro secondo articolo una seconda coorte

di 170 pazienti visti tra aprile 1988 fino alla fine di dicembre 1989 fu seguita fino alla

fine di dicembre 1992. Questi risultati erano all’incirca uguali a quelli che avevamo

pubblicati prima. Concludemmo che mentre la sola Vitamina C portava a circa il 10%

di eccellenti risposte, l’aggiunta di altri nutrienti le aumentava a circa il 40%.

Il trattamento ortomolecolare migliora la qualità della vita. Riduce inoltre gli effetti

collaterali della radiazione e della chemioterapia. Il programma è gradevole al palato.

I soli pazienti che non potevano seguirlo erano coloro che stavano facendo la

chemioterapia e soffrivano di nausea e vomito o i pazienti che non potevano

inghiottire a causa di lesioni della gola. La terapia ortomolecolare fornisce un passo

avanti nella battaglia contro il cancro e deve essere esplorata nella sua totalità. Non ci

può essere alcuna ragione logica oggi per cui la maggior parte dei fondi di ricerca

debbano andare solo verso l’esame di più chemioterapia e di più modi di irradiare. Ci

deve essere una maggiore espansione verso l’uso della terapia ortomolecolare per

individuarne le variabili e per determinare come migliorare la riuscita terapeutica del

trattamento.

Hoffer A: Orthomolecular Medicine for Physicians. Keats Publising, New Canaan,

CT, 1989.

Pauling,L: Biostatistical analysis of mortality data for cohorts of cancer patients.

Proceedings National Academy Sciences, USA 86:3466-3488,1989.

Pauling, L and Herman, Z: Criteria for the validity of clinical trials of treatments of

cohorts of cancer patients based on the Hardin Jones principle. Proceedings National

Academy Science, USA 86:6835-6837,1989.

Nutrizione Anti Cancro

Si usano un gran numero di diete speciali, che vanno dal digiuno (solo acqua) a quelle

con sole spremute a quelle a basso contenuto di grassi a quelle prive di zucchero.

Ognuna di queste diete speciali hanno propugnatori che ritengono che esse sono molto

utili e pazienti che ne hanno tratto giovamento, ma nessuno ha mai fatto un

esperimento per comparare tutte le diete per determinare la migliore. Forse non ci sarà

mai “la migliore”. A causa dell’individualità delle persone potrebbe venir fuori che

ogni persona dovrà determinare quale è la prpria dieta migliore. Nel mio libro

“Hoffer’s Laws of Natural Nutrition”, (Le leggi di Hoffer sulla Nutrizione Naturale)

Quarry Press,P.O.Box 1061, Kingston, Ontario K7L 4Y5, quasi tutte le diete usate dai

terapeuti alternativi sono scarse in proteine animali, molte più vegetariane, con enfasi

sui vegetali ricchi in bioflavonoidi e frutta. Io suggerisco ai miei pazienti di seguire tre

regole (1) Eliminare tutto il cibo-spazzatura, cioè cibo contenente un qualsiasi

zucchero semplice aggiunto come zucchero da tavola o glucosio come nello sciroppo

di mais. Questa regola semplice, comprensibile perfino dai bambini, eliminerà circa il

90% degli additivi comunemente aggiunti ai cibi confezionati. (2) Per ridurre i livelli

di grasso credo che i prodotti caseari siano i principali furfanti. Quasi tutti gli studi

hanno internazionalmente dimostrato che i paesi con minore assunzione di grasso

hanno minore incidenza di cancro, particolarmente cancro al seno. Il latte è molto

ricco di estrogeni provenienti dalla mucca e di fitoestrogeni provenienti dall’erba che

mangia. (3) Eliminare tutti i cibi per cui si sa di essere allergici. Queste regole

permettono una dieta variata, gradevole e interessante.


Supplementi di Vitamine

Nessuno dovrebbe prendere alcun supplemento finché non è familiare con le sue

proprietà e su come usarlo. E’ sempre consigliabile lavorare con un medico ben

informato. Ma se non si riesce a trovare alcun medico o nutrizionista ortomolecolare

bisognerebbe procedere per proprio conto usando l’informazione che ora è facilmente

disponibile sulla nutrizione e sugli integratori vitaminici. Bisognerebbe avvertire il

proprio medico su quello che si fa e su quali integratori si stanno usando. Elencando

le vitamine e l’ampiezza delle dosi non sto suggerendo che ognuno ha bisogno di

prenderle tutte. Questa è una questione individuale basata sulle discussioni con i

propri medici. I supplementi vitaminici e minerali sono compatibili con le cure

mediche e con la dieta.


Vitamina C. Le dosi totali variano tra 3 e 40 grammi al giorno divise in tre dosi. Se la

dose è troppo alta non sarà assorbita dall’intestino, vi resterà e funzionerà da lassativo

causando feci morbide e gas. E’ un buon lassativo. La dose migliore non agisce da

lassativo. Le forme della vitamina C includono l’acido ascorbico puro (ascorbato

d’idrogeno) ed i sali minerali come l’ascorbato di sodio (di gusto leggermente salato),

l’ascorbato di calcio (leggermente amaro) ed altri sali spesso trovati in combinazioni

degli ascorbati minerali. Per grandi dosi è meglio usarlo come polvere da sciogliere in

acqua o in un succo di frutta. Non usare polveri o cristalli di vitamina C commerciale,

usate le qualità che potete trovare nei drugstore o nei negozi di cibi per la salute.

Contrariamente alle false voci fatte circolare da alcuni critici ostili all’uso di megadosi

di vitamine essa non causa calcoli renali, non causa l’anemia perniciosa, non causa la

sterilità. Una ipotesi recente in una lettera a Nature, pubblicato in Inghilterra,

concludeva che più di 500 milligrammi di vitamina C al giorno potrebbe causare

danni al DNA. Ciò era basato su uno di 20 possibli markers che potevano essere usati

che non mostravano alcun danno ed un 21esimo marker che è seriamente in

discussione. Alcuni scienziati esperti in questo campo hanno criticato le conclusioni.

Il mio unico commento è che se avessero ragione perché i miei pazienti che assumono

grandi dosi di vitamina C vivrebbero così tanto di più?


Vitamina B-3. Ne esistono due forme. La niacina riduce il colesterolo, aumenta le

lipoproteine ad alta densità del colesterolo e riduce i danni delle malattie cardiache,

ma causa “vampate” quando si prende le prime volte. La reazione delle vampate se ne

va col tempo e in molti casi se ne va o si riduce molto in poche settimane. La

Niacinamide, l’altra forma, non ha effetto sui grassi del sangue (lipidi) ma non è un

vasodilatatore. Ci sono state 7 conferenze internazionali sul tema della niacina ed il

cancro. Questa vitamina è un componente essenziale dei sistemi enzimatici che

riparano le molecole di DNA danneggiate. La dose va dai 100 milligrammi ai 1000

milligrammi 3 volte al giorno. Parecchi studi fatti a Detroit hanno trovato che la

percentuale di risposta di cancri intorno alla testa ed al collo era del 10% a seguito

della sola radiazione ma aumentava all’80% quando si davano ai pazienti grandi dosi

di niacinamide. Molto raramente la niacina può causare itterizia ostrut tiva che se ne

va quando si interrompe la niacina. Per i dettagli vedere il mio libro “Medicina

Ortomolecolare per i medici”.


Vitamina E (d alfa tocoferolo succinato). Questa forma solubile in acqua ha la più

grande efficacia nel controllo della crescita delle cellule cancerose in vitro ed è quella

che io raccomando di usare. La dose va dalle 400 alle 1200 Unità Internazionali

(milligrammi) al giorno. La vitamina E, solubile nel grasso, è il maggiore

antiossidante del corpo e gioca un ruolo nella riduzione della concentrazione dei

radicali liberi che si pensa siano implicati nel sorgere del cancro. Diminuisce anche il

rischio di malattie cardiache, così confermando ciò che fu scoperto oltre 50 anni fa in

Ontario dai dottori Wilfrid ed Evan Shute.


Carotenoidi. Parecchie persone hanno saputo del beta carotene ma questo è solo uno

fra i tanti carotenoidi che si trovano nelle verdure colorate e nei frutti come carote,

rape, pomodori e nella verdura. E’ molto evidente che questi carotenoidi misti così

come si trovano in questi cibi ridurranno l’incidenza del cancro ma c’è una

controversia riguardo l’efficacia del puro beta carotene. C’è ancora un vigoroso

dibattito al riguardo. Io preferisco succo di carota al betacarotene. Generalmente è

meglio avere una grande varietà di questi fattori naturali anticancro. Il beta carotene è

molto sicuro. L’unica questione è se è la forma migliore. Solo una piccola parte è

convertita in vitamina A.


Acido folico. Molti studi hanno trovato che questa importante vitamina ha proprietà

anticancro, per il cancro alla cervice ed al polmone nei fumatori. Questo non significa

che fumare è senza rischi. Significa invece che i fumatori dovrebbero prenderlo ed

iniziare immediatamente la loro lotta per smettere di fumare. Le donne dovrebbero

prenderne grandi dosi per prevenire disturbi al tubo neurale come la spina bifida.. Il

governo degli Stati Uniti sta pianificando di aggiungerlo alla farina. Il Canada ci sta

ancora pensando su. La dose va da 1 a 30 milligrammi al giorno. Può essere preso

solo su ricetta medica.


Coenzima Q10. Il dott. Karl Folkers ha scoperto questa sostanza, chiamata anche

ubiquinone; verso la fine della sua lunga e meritoria carriera rimpianse di non averla

chiamata vitamina. E’ una strana vitamina dal momento che i giovani sono capaci di

produrne abbastanza a partire dagli ubiquinoni inferiori come Q6 o Q8 mentre gli

anziani ed i malati non ne producono a sufficienza. Pertanto esso diviene una vitamina

in là con la vita e quando ci si ammala. Alcuni studi clinici hanno mostrato che in

grandi dosi ha proprietà anticancro, specialmente per il cancro al seno. La dosi vanno

da 300 a 600 milligrammi al giorno.


Supplementi minerali


Selenio. La presenza o assenza di questo elemento in tracce ha un legame chiarissimo

con la presenza del cancro. La gente che vive su terreni ricchi in selenio ha una

minore incidenza di cancro. Io raccomando tra i 200 ed i 100 microgrammi al giorno.

Uno dei miei pazienti ne prendeva 2000 senza effetti collaterali.


Calcio e magnesio. Prenderli è generalmente molto utile per mantenere i livelli di

calcio nelle ossa e nel sangue. Sono risultati di aiuto nei casi di cancro intestinale. Le

donne ne dovrebbero prendere 1500 milligrammi al giorno dal cibo e dagli integratori

e la metà di magnesio. Ci sono varie forme disponibili di questi minerali.

Normalmente una persona assorbirà dal 25 al 50% di calcio.


Zinco e rame. C’è un reciproco collegamento tra questi due. Se i livelli di zinco nel

sangue sono troppo alti allora i livelli di rame saranno troppo bassi. Dal momento che

lo zinco può ridurre una prostata ingrossata e può aiutare nel trattamento di questo

cancro lo uso di routine. Per di più la gente in Victoria tende ad avere bassi livelli di

zinco perché l’acqua è dolce e dissolve più facilmente il rame delle tubature.


Altre sostanze che si trovano nelle piante.


Per il trattamento del cancro si usano un gran numero di queste preparazioni. Esse

includono bioflavonoidi, preparazioni dai semi di soia e dai funghi. Si usano anche i

vaccini. Il vaccino di Coley risale ad oltre 100 anni fa. Non ne discuterò né discuterò

di altri trattamenti come il 714-X, l’Ukrain, l’Iscador, La Cartilagine, la Carnivora,

L’Amigdala (Laetrile), l’Esiac, e varie erbe. Queste preparazioni sono descritte nel

libro di Diamond, Cowden e Goldberg.

La maggior parte degli speakers della 26esima Conferenza Annuale Internazionale

sulla Medicina Nutrizionale Oggi, aprile 1997 a Toronto, discusse vari argomnti che

si occupano dei principi e della pratica della medicina ortomolecolare. Il dott. Somone

parlò del “Cancro al seno: Modifiche Nutrizionale e di Stile di vita per Incrementare

la Cura Oncologica”. Il dott. Somone è molto noto per le sue ricerche sul trattamento

complementare del cancro. E’ un internista, un oncologo, un immunologo e radio

oncologo ed ha pubblicato molti libri di valore incluso “Cancro e Nutrizione” e “Un

programma in 10 punti per Ridurre il Rischio di Contrarre il Cancro”. Una nutrizione

ottimale, l’evitare le sostanze tossiche nel cibo e nell’acqua ed altri cambiamenti nello

stile di vita ridurranno materialmente il rischio di sviluppare un cancro.

Ecco il suo programma in 10 punti:

1. Nutrizione: calorie leggermente al di sotto della media per mantenere un peso

giusto sotto la media.

2. Evitare di fumare.

3. Evitare l’alcol (è consentito un drink a settimana).

4. Evitare le radiazioni. Sottoporsi ai raggi X solo se necessario ed evitare

l’eccessiva esposizione al sole.

5. Mantenere l’ambiente, l’aria, l’acqua ed il posto di lavoro puliti.

6. Evitare la promiscuità, gli ormoni ed ogni farmaco non necessario.

7. Imparare a riconoscere i primi segni di avvertimento, come un nodulo al seno.

8. Fare esercizio e rilassarsi regolarmente.

9. Fare un controllo ogni anno.

10. Leggere il suo libro per un auto-test sui fattori di rischio e sui sintomi che

possono indicare un cancro o una malattia cardiaca. Vedere il rapporto di

Esteve, J. Ed altri “Dieta e Cancri della Laringe e della Ipofaringe: lo studio

IARC multicentro nell’Europa sud-occidentale”, in “Cancer Causes and

Control, 7, 240-252, 1996.

Questi 10 punti dovrebbero anche essere parte di ogni programma di trattamento. La

differenza principale è che durante il trattamento il primo punto diviene perfino più

importante e le dosi degli integratori sono molto più grandi. Più una persona è malata

più i nutrienti sono necessari in dosi ottimali per aiutare i meccanismi di riparazione

del corpo. Il trattamento deve inziare non appena si sospetta o è fatta la diagnosi e

dovrebbe essere fatto insieme con ogni altro trattamento raccomandato dagli oncologi

e dagli specialisti del cancro. Alla fine tutti gli specialisti del cancro useranno queste

tecniche ortomolecolari. Bisogna continuare con gli integratori mentre si è sottoposti

alla chemioterapia o alle radiazioni. Gli studi hanno dimostrato che questi integratori

esaltano l’effetto tossico del trattamneto sulla lesione e riducono gli effetti tossici sul

corpo. I pazienti non soffrono più degli effetti collaterali e guariscono molto prima

una volta che la serie di trattamenti è completata. Essi esaltano la qualità della vita

durante e dopo il trattamento.

A Saskatoon, in Saskatchewan dove ho fatto la ricerca che mi aiutò a guidarmi verso

l’oncologia ortomolecolare, Tyrell Dueck, di anni 13, era costretto a sottoporsi alla

chemioterapia per un sarcoma osteogenico alla gamba e quindi alla amputazione della

gamba. Né Tyrell né i suoi genitori volevano che fosse sottoposto a questo trattamento

ed invece, avendo già avuto due sessioni di chemioterapia, Tyrell voleva avere un

trattamento alternativo in una clinica fuori del Canada. Il problema era che Tyrell non

era un adulto. Se lo fosse stato, non ci sarebbe stato problema e nessuno avrebbe

potuto costringerlo a subire un trattamento che egli non voleva. Il suo pediatra

oncologo attestò che il cancro avrebbe potuto diffondersi e che se non si fosse iniziata

presto la chemioterapia le opzioni chirurgiche sarebbero state limitate. Egli aggiunse

che avrebbe accettato i desideri di Tyrell se fosse stato certo che Tyrell aveva avuto

tutta la informazio ne disponibile. Tre professionisti, di cui uno psichiatra, accertarono

che Tyrell era in condizioni di prendere una tale decisione. Il giudice sentenziò che,

comunque, Tyrell era stato influenzato oltre misura dai suoi genitori e che non gli era

stata fornita l’informazione necessaria.

Le parole chiave sono “informazione necessaria” così che tutti i requisiti legali per il

consenso informato erano soddisfatti. Sarei sorpreso se Tyrell non fosse stato

informato di quello che gli sarebbe potuto accadere con o senza il trattamento

standard. La prospettiva per questa lesione è sconfortante e perfino l’amputazione

della gamba non può assicurare che altri arti non dovranno venire amputati in futuro.

Penso che Tyrell fu informato riguardo ai possibili benefici ed anche riguardo ai rischi

di un trattamento alternativo. La maggior parte dei pazienti studiano le loro opzioni

con molta cura prima di prendere queste decisioni molto gravi. Tuttavia sono convinto

che il pediatra oncologo, il giudice ed il dipartimento governativo che ordinarono il

trattamento contro la volontà di Tyrell erano i peggio informati. Il trattamento con alte

dosi di acido ascorbico o per bocca o per vena o in entrambi i modi non implica rischi

e fornisce vantaggi sostanziali rispetto alla chemioterapia ed alla chirurgia usate come

unici trattamenti. Tra il 1980 ed il 1995 quattro pazienti con il sarcoma seguirono il

mio protocollo di trattamento (una combinazione di trattamento ortodosso ed

ortomolecolare). Il primo, visitato a Victoria, aveva un sarcoma prostatico che

invadeva le ossa pubiche. La clinica del cancro non poteva trattarlo e fu dichiarato

intrattabile. Egli rispose al regime e morì 9 anni più tardi all’età di 80 anni senza

cancro. Uno è vivo dopo 10 anni. Un altro è ancora vivo dopo 5 anni. L’ultimo, un

liposarcoma addominale, morì il sesto anno. Includendo il primo giovane paziente che

ho visto nel 1962 e che stava ancora bene parecchi anni fa, 5 o 6 risposero al solo

regime vitaminico oppure alla combinazione dei trattamenti.

Ritengo che ci sia una incomprensione in entrambe le parti di questa discussione. Non

c’è un motivo al mondo per cui un qualsiasi oncologo non dovrebbe consentire un

trattamento vitaminico in combinazione con la chemioterapia. Questo esalterebbe

l’effetto terapeutico della chemioterapia e ridurrebbe la sua tossicità. Potrebbe avere

salvato la gamba e la vita del ragazzo. Egli morì poco dopo il suo ritorno a casa.

D’altra parte, se l’oncologo fosse stato più aperto, Tyrell avrebbe potuto convenire su

più chemioterapia se fosse stato rassicurato sull’assunzione di vitamine per bocca o

per via intravenosa. C’erano medici a Saskatoon desiderosi di usare il trattamento

ortomolecolare. Più conoscenza e più buon senso avrebbero potuto evitare questo

terribile dilemma imposto a Tyrell e in minor grado sui medici che consigliarono

Tyrell e la sua famiglia. La famiglia si appellò alle decisioni della corte superiore e la

chemioterapia imposta fu sospesa. 20 marzo 1999.

La conclusione finale è che hanno tutti perso. Tyrell ebbe metastasi ai polmoni e non

fu più curabile nella clinica del cancro. Non obbiettarono più a che Tyrell ricevesse la

terapia vitaminica. Egli se ne andò in Messico. Tyrell pure, per ottenere un

trattamento ortomolecolare, perse dei mesi che possono ave re eliminato la sua

possibilità di guarigione. Il tribunale ha perso perché la decisione fu ripugnante ed

avrebbe generato una enorme controversia. 26 dicembre 1999.



A. Hoffer, dottore in medicina FRCP (C)

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Settembre 2014 08:31